Poker Texas Hold'em

Mission e vision degli eventi Poker Social Enterprise

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Le due facce della mission — il bankroll e il nome — e la vision: un contribuente, non un competitor.

Quando qui si parla di eventi studiati e progettati intorno ai giocatori professionisti, si intende una cosa precisa. Sono la mission e la vision che stanno sotto la produzione di questi tornei: se stai valutando se questo modello faccia per la tua organizzazione, è da qui che devi partire.

Perché quasi nessuno le scrive

Se hai un’organizzazione che produce tornei dal vivo, con ogni probabilità comunichi senza un piano editoriale che dica qual è la tua mission e qual è la tua vision. Non è una tua distrazione: è la conseguenza di come sei strutturato. Catena di comando verticale e accentrata, strategia fondata sulla leadership di costo, attenzione tutta sull’offerta per massimizzare i profitti. Con quella struttura i processi che misurano l’efficacia della tua organizzazione — governance e policy comprese — non li guardi, perché non hai dove metterli.

E da lì viene anche il modo in cui competi. L’appeal lo costruisci sul montepremi minimo garantito, come tutti, e la guerra commerciale si combatte sempre sulla stessa formula: il montepremi più grande al buy-in più basso possibile. Una gara che vince chi ha più cassa.

Negli ultimi anni qualcosa si è mosso: c’è chi ha cominciato ad allontanarsi dal montepremi per puntare sul valore della struttura di gioco, promettendo esperienze più lunghe e più soddisfacenti. È la direzione giusta. Questa mission la porta fino in fondo.

La mission

Produzione di tornei di poker Texas Hold’em dal vivo studiati e progettati per soddisfare i reali bisogni strategici di bankroll di ogni giocatore professionista, e i bisogni di Brand Identity e Brand Reputation, a livello individuale e collettivo — le poker crew — degli stessi giocatori professionisti.

Non è una frase nata a mente fresca: è il risultato dell’applicazione del Business Model Canvas Comunicativo, lo strumento con cui metti in fila partner, attività e risorse chiave, proposte di valore, relazioni e canali, e da cui ricavi i tuoi fattori critici di successo.

Come la soddisfi, in concreto. Il bisogno di bankroll con un nutrito palinsesto di tornei giornalieri, dentro kermesse della durata minima di otto giorni e massima di tre settimane, a seconda della disponibilità del casinò che ti ospita: non una data isolata, ma una finestra dentro cui il professionista può organizzare il proprio lavoro. I bisogni di brand con un Main Event centrale, che porta all’accesso strategico agli eventi esterni offerti fra le grandi major presenti sul mercato.

Il dipartimento di comunicazione digitale sostiene le strategie editoriali e la gestione del brand. E non lo affidi a un fornitore esterno: la comunicazione la producono le stesse unità organizzative che ti lavorano l’evento, perché chi promette una cosa ai giocatori dev’essere chi quella cosa la realizza.

La vision

Il settore in cui lavori è arrivato a un reset. Professionisti riconosciuti hanno lasciato la carriera dopo il blocco degli spostamenti, e già prima la precarietà della condizione giuridica — aggravata dal divieto assoluto di pubblicità del gioco su tutti i media — aveva allontanato l’interesse degli stakeholder e con esso ogni prospettiva di investimento e di sviluppo. Da un reset si esce in un modo solo: definendo un modello economico capace di soddisfare i bisogni e le aspettative di tutti gli stakeholder.

Da qui la vision: essere percepito da tutti gli stakeholder come un nuovo contribuente, non come un nuovo competitor. Entri per promuovere il poker dal punto di vista culturale e per alimentare l’intero settore economico a vantaggio degli stakeholder stessi, non per sottrarre a un altro organizzatore una quota di iscritti.

E dentro il settore ci sono le persone che te lo fanno funzionare. La categoria più mortificata è l’unità organizzativa con il ruolo di dealer: considerata dal management un puro accessorio, con la conseguente assenza dei requisiti minimi di professionalità, in un settore non regolamentato che sminuisce l’identità e il valore del ruolo stesso. Capita ancora oggi, in eventi fino a mille euro di buy-in, di trovare al tavolo chi a stento conosce la gerarchia delle combinazioni — e quel tavolo lo stai pagando tu. Migliorare le condizioni di lavoro di chi ti produce gli eventi fa parte della vision, non è un effetto collaterale gradito: il beneficio è comune, a te che organizzi, a chi ci lavora e a chi gioca.

Che cosa ci guadagni

Non è una dichiarazione di intenti. Sono vantaggi che puoi misurare.

Controllo, innovazione ed efficienza smettono di essere un problema di gerarchia. Con gli strumenti software di management e analisi monitori le attività di tutto il personale e misuri le performance in tempo reale. Quello che una struttura tradizionale ottiene aggiungendo livelli di comando, tu lo ottieni con i dati — e l’efficienza, che tradizionalmente si misura con il successo del singolo evento, smette di dipendere da come è andata l’ultima tappa.

Sai chi hai davanti. I tavoli da gioco completamente digitali ti danno un vantaggio competitivo notevole, perché ti fanno conoscere il profilo dei tuoi clienti in fatto di gusti, preferenze e tendenze. È un dato che non compri da nessuno: si genera giocando.

Le funzioni di linea lasciano il posto ai team di lavoro. Abbatti drasticamente le barriere gerarchiche, e ridistribuire le responsabilità equivale a ridistribuire i profitti. I team non li nomini dall’alto: si formano reclutando le unità organizzative che hanno espresso interesse per quel ruolo.

L’ufficio stampa ce l’hai dentro. A differenza di numerose realtà del settore, poter contare su servizi giornalistici con standard di altissima professionalità è un vantaggio competitivo formidabile: comunicati, inchieste e contenuti li produci in casa, sui tempi del tuo piano editoriale, e a chi vuole seguirla apri una carriera giornalistica vera.

Il valore non è l’iscrizione

C’è un punto in cui mission e vision smettono di essere due parole da sito e diventano il modo in cui guadagni.

Il valore non sta nella semplice conversione dell’interesse in acquisto — l’iscrizione presa — ma nella continuità di quella relazione, fondata sul rapporto reciproco di fiducia e di rispetto che ti lega a chi partecipa, e che si esprime nella condivisione dei valori che hai dichiarato.

Cioè: mission e vision non ti servono a farti scegliere una volta. Ti servono a essere scelto di nuovo.

Da dove nasce l’offerta

Da questa posizione nascono le consulenze per aprire o rilanciare una sala da poker dove il gioco è legalmente riconosciuto.

Mission e vision servono a questo: sapere che cosa stai offrendo, prima di offrirlo. Se stai pensando di aprire o rilanciare un circolo nella tua zona, è lì che il discorso diventa pratico.

Aprire o rilanciare la tua poker room con il modello Poker Social Enterprise