Stai pensando di aprire un circolo nella tua zona, o di rilanciare il tuo «vecchio» club di poker Texas Hold’em legale?
Allora leggi che cos’è il Poker Social Enterprise e come può cambiare la gestione della tua organizzazione. In fondo trovi il modo di parlarne con noi.
Che cos’è il Poker Social Enterprise
Il Poker Social Enterprise è un modello organizzativo. Non è un franchising, non è un format da comprare e non è un’impresa sociale: è il modo in cui la progettazione organizzativa si è evoluta nell’era digitale, applicato a chi produce eventi di poker dal vivo.
È l’unico strumento organizzativo che permette di adattare la struttura di una poker room ai requisiti di una comunicazione digitale efficace. E porta con sé un valore che vale la pena dire subito, perché è quello che di solito preoccupa: applicarlo non richiede di tagliare il personale che hai, né di comprare competenze fuori.
Aprire una poker room: la struttura viene prima
Che tu voglia aprire un circolo nuovo o rilanciare una poker room che esiste da anni, il punto di partenza è lo stesso: capire perché una struttura tradizionale non regge la comunicazione digitale. Catena di comando verticale, funzioni di linea separate, ogni reparto che risponde a un superiore: è il modo in cui il poker dal vivo è organizzato quasi ovunque, ed è il motivo per cui le decisioni sono lente e la comunicazione è un ripensamento.
Nel modello le funzioni di linea lasciano il posto a team di lavoro, e la struttura si appiattisce. Non è un’idea astratta: è il meccanismo che tiene insieme una comunità di pratica, cioè un gruppo che impara facendo e condivide quello che sa, ed è la ragione per cui il tuo team esistente diventa più prezioso invece che superfluo.
Da lì si capisce chi fa che cosa dentro un’organizzazione così: gli stessi ruoli che hai oggi — dealer, floor, chi coordina — con un secondo mestiere accanto a quello del tavolo.
Le persone della tua sala: come le paghi e perché restano
In una poker room legale cambiare struttura senza cambiare il modo in cui si paga non serve a niente. Nel modello il compenso è fatto di più voci, e ridistribuire le responsabilità equivale a ridistribuire i profitti: chi partecipa a un risultato ne ha una quota.
Ne discende la cosa che nel poker dal vivo manca a tutti: la continuità. Oggi si lavora durante la tappa e ci si ferma fino alla successiva, e alla tappa dopo ricominci da capo con gente nuova. Qui il lavoro continua fra un evento e l’altro, e una squadra che guadagna tutto l’anno è una squadra che l’anno prossimo c’è ancora.
La comunicazione: le regole prima, il piano poi
Se le persone che stanno ai tavoli parlano anche a nome dell’organizzazione, servono regole scritte — quelle che dicono chi può dire che cosa, e che cosa si fa quando qualcosa va storto. Non servono a controllare nessuno: servono a proteggere chi parla.
Poi viene il piano di comunicazione, ed è la parte che più spesso si improvvisa: si comincia a parlare della tappa quando la data è vicina e si smette il giorno dopo. Qui si programmano dodici mesi, e tutte le tappe dell’anno stanno dentro un piano solo.
Perché lo facciamo
Un modello si adotta anche per capire con chi si ha a che fare. La nostra mission e la nostra vision stanno scritte per esteso: produrre tornei progettati sui reali bisogni di bankroll dei professionisti e sui loro bisogni di reputazione, ed essere percepiti dal settore come un contribuente e non come un competitor.
Dentro quella vision c’è anche una cosa che ti riguarda da vicino: migliorare le condizioni di lavoro di chi produce gli eventi. Un settore in cui si lavora meglio produce eventi migliori, e il beneficio è comune — a te che organizzi, a chi ci lavora, a chi gioca.
Da dove si comincia a rilanciare una sala
Non da un preventivo. Si comincia guardando com’è fatta oggi la tua poker room e che cosa sanno fare le persone che hai già: quasi sempre l’elenco è più lungo di quanto immagini, perché nessuno gliel’ha mai chiesto.
Da lì si decide che cosa può essere fatto dentro invece che comprato fuori, si assegnano i ruoli e si mette in piedi il piano. È un lavoro di organizzazione, non un acquisto.
Se stai pensando di aprire o rilanciare una sala, scrivici dal modulo contatti e ne parliamo.

