La settimana scorsa ho presentato gli assunti di base ottenuti dalla rielaborazione della “Teoria del poker” di David Sklansky secondo il paradigma dell’informazione. Partendo da essi ho elaborato la nuova “Teoria della completezza delle informazioni nel poker”.
Dalla Teoria di Sklansky alla Teoria della completezza delle informazioni nel poker
Muovendo all’applicazione delle nozioni sin qui acquisite, l’elaborato procederà alla suddivisione dello spot nelle sue fasi di esecuzione, analizzando, la progressiva influenza informativa, andando poi ad individuare il valore di probabilità informativa esprimibile.
Dall’elaborazione della Teoria Fondamentale del Poker [Sklansky, 1987] ed in relazione ai presupposti emersi, ho estratto la nuova “Teoria della completezza delle informazioni nel poker – TCI”. Sintetizzando, questa nuova teoria sostiene la valorizzazione delle abilità, definendo in ultima analisi che, le stesse, possano essere misurate solo una volta giunti al river.
Solo in questa fase, infatti, tutti i soggetti coinvolti avranno a disposizione tutte le informazioni necessarie alla definizione della situazione.
Misurabilità delle abilità
L’abilità è misurabile dal grado di qualità individuale del singolo soggetto coinvolto nella capacità di percepire, comprendere, interpretare ed elaborare le informazioni maturate nel corso dello spot, rispetto all’obiettivo finale. Il processo di empowerment visto qualche articolo fa. Secondo la logica della completezza delle informazioni, quindi, ogni giocatore potrà ottenere il 100% delle informazioni disponibili se, e solo se, si giungerà al river quando tutte le componenti del mazzo saranno svelate.
Vai al prossimo articolo per non perdere il filo del discorso sugli Skill Poker Index, oppure vai al primo articolo della serie per riprenderlo.
Pietro Semeraro