Intervista a Fabio Abbruciati
Un grande progetto ha bisogno di grandi interpreti, e il nostro obiettivo è farveli conoscere, perché il loro ruolo sarà determinante. Oggi chiacchieriamo con Fabio Abbruciati e vogliamo subito scoprire come e’ venuto in contatto con il Poker Social Enterprise e, soprattutto, quale aspetto lo ha convinto a prenderne parte.
Inizialmente tramite Marcelo Caloro, che mi ha contattato per una prima presentazione, poi ho approfondito con il dott. Pietro Semeraro, fondatore del progetto. Ho subito apprezzato che fosse imperniato sul formare figure professionali che, oltre a operare come dealer nell’evento, avranno l’opportunità di ricoprire i ruoli cardini che riguardano il piano di comunicazione, monetizzando il loro bagaglio di conoscenze.
Quale carriera hai scelto e perché?
Quella giornalistica. Sono una persona molto curiosa ed empatica, credo sia proprio questo che mi ha portato a scegliere questa strada. All In Channel Entertainment & Communication s.r.l., offre l’opportunità di costruire varie carriere, indispensabili alle strategia di marketing digitale disegnata su misura del progetto. Grazie alla testata giornalistica di proprietà, seguirò un percorso formativo della durata di due anni, al termine del quale potrò orientare le scelte verso la carriera di giornalista pubblicista o giornalista professionista.
Secondo te questo progetto può realmente contribuire al miglioramento delle condizioni di lavoro nel settore poker live?
Assolutamente si, perché i dealer avranno l’opportunità di lavorare in modo molto diverso da quello tradizionale: ovvero, oltre a specializzarsi in nuove figure professionali, necessarie a tutte le organizzazioni di poker live, si divideranno gli utili a fine evento e la ripartizione di quest’ultimi avverrà in percentuali, in base alle mansioni svolte sia come dealer, che quelle relative al piano di comunicazione per la realizzazione materiale dell’evento.
Quale impatto ritieni possa avere la gestione di un tavolo composto da soli giocatori professionisti per un dealer?
Secondo il mio parere porterà un clima più sereno, poiché i PRO sono concentrati solo sul gioco e non amano le perdite di tempo.
Inoltre richiederà un buon livello di preparazione dei dealer riguardo regolamento e procedure, visto che i professionisti conoscono il gioco in tutte le sfaccettature, che spesso utilizzano a proprio vantaggio. Come, ad esempio, il minimum raise, la riapertura di rilanci e vari rulling che spesso tra gli amatori sono ininfluenti.
Jack Bonora